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Mu «saf ia.
14. Stampo in corsivo il nesso tale quäl e in ambedue
le copie. Che signiiica? Pensai a per lato del core; ma core
e g'iä nella rimalmezzo del verso 12.“; a per la toa dolzore;
ma a chi si riferisce toa‘t Propongo, non senza esitazione per
tanto dolzore (F originale avra forse avuto ptätod.).
I primi dodici versi sono chiarissimi. I due Ultimi forse
signiiicano: , Ahi! la donna cortcse era per avventura fuori di
senno, non sapeva che si facesse, quando mi rese schiavo
d’ arnored
Notcremq le due voci campire ,campare ( e vea o via
,volta‘. II dittongo ei di peine, preise ricorre anclie negli altri
sonotti.
II.
Ad una fiata in uno giardino entrai,
Ked era fatto per gran maiestria,
Ke flori e rose et arboscelli ässai
4 Cum dolgi pomi tuttor vi floria.
Et una dea terrena vi trovai,
Ke del giardino tenea la signoria;
Inkinando enver ella salutai,
8 Saluto a me rerideo en cortesia.
E puoi me disse: ,Vien fra lo giardino,
D’ ongn’ altra gioja prende al tu’ plascere,
11 Scetto ke la kirlanda di F amore/
Et eo ne preisi a tutto ’l mio diminio,
Ma non me valse pur merce kereire
14 K’ eo di quella impiesse lo mio core.
Note.
, \
1. Leggi un. E nota la consuetudine degli antichi copisti
di scrivere intere le voci, che per ragioni metriche sottostanno
all’ apocope. Cosi al verso 6 leggi giardin.