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M u s s a f i a.
an den Herzog Alphons IT. enthält. Es beginnt: Se Dante
Alighieri avesse cosi lasciato intiero come ci lasciö difettivo il
suo libro della Volgare Eloquenza, certamente egli averebbe
cosi ben chiarita la cosa delle rime, che nessuno dopo lui non
averebbe avuta giusta eagione d’irqpiegarsi a scrivere libri in
materia dell’ arte del rimare .... S’ egli ci avesse lasciati i
quattro libri ch’egli intendeva di fare . . ., questa scienza del
rimare sarebbe stata a’ nostri tempi piii nota. Er erinnert dann
an den Tractaten des Antonio da Tempo 1 und Ghidino da
Sommacampagna, 2 lontani molto 1’ uno e 1’ altro dal giudicio
e dalle facolth di Dante, i quali si occuparono in trattare cose
di poco rilievo, tacendosi del tutto, o pai’lando come per incidente
di quelle, che sarebbono state di utilita a sapere, e che
allora si sapevano comunemente per tutti i rimatori. Unter
den Provenzalen habe Raimon Yidal Las rasos de trobar 3 verfasst,
nel quäle altro poi finalmente non insegna che il diritto
uso della parlatura di Limosino, ch’ era a quei tempi in pregio
non meno che al presente appo noi la favella toscana. Es
gebe wol ein sehr altes französisches Werkchen De speciebus
seu coloribus rhetoricae Gallicanae. 1 Dieses könne jedoch den
Italienern wenig nützen, da es von Rotondelli, Cappelletti,
Bergerette, Fratras, Refrains, Lai und Virlai handle, nomi
poco ricevuti da gli scrittori Italiani fralle sue rime. Unter
den Neueren habe Bembo sehr schöne aber bei weitem nicht
genügende Bemerkungen zusammen gestellt; ein Vincenzo Calmeta
habe neun Bücher della volgar Poesia geschrieben; der
Auszug davon, den er, Barbieri, gesehen habe, lasse jedoch
das Werk als unbedeutend erkennen. Von noch geringerem
Werthe sei Mario Equicola’s Introdottorio al comporre in rima
in lingua volgare, ein armseliger Auszug aus Antonio da Tempo.
Die Schriften Trissino’s, Minturno’s, Danielli’s seien voll classischer
Gelehrsamkeit; was aber die Kunst in italienischer Sprache
zu dichten betrifft, haben sie wenig Neues beigesteuert. Dies
1 Herausgegeben von G. Grion als 26. Band der Collezione di opere
inedite etc. Bologna 1869.
2 Herausgegeben von G. B. Giuliari als 105. Publication der Scelta di
curiositA letterarie. Bologna 1870.
3 Vgl. unten lib. Mich. fol. 52.
4 Kennt man das Werk? Sehr alt war es jedenfalls nicht. Und war es,
trotz des lateinischen Titels, in französischer Sprache abgefasst?