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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 76. Band, (Jahrgang 1874)

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M  u  s  s  a  f  i  a.

an  den  Herzog  Alphons  IT.  enthält.  Es  beginnt:  Se  Dante
Alighieri  avesse  cosi  lasciato  intiero  come  ci  lasciö  difettivo  il
suo  libro  della  Volgare  Eloquenza,  certamente  egli  averebbe
cosi  ben  chiarita  la  cosa  delle  rime,  che  nessuno  dopo  lui  non
averebbe  avuta  giusta  eagione  d’irqpiegarsi  a  scrivere  libri  in
materia  dell’  arte  del  rimare  ....  S’  egli  ci  avesse  lasciati  i
quattro  libri  ch’egli  intendeva  di  fare  .  .  .,  questa  scienza  del
rimare  sarebbe  stata  a’  nostri  tempi  piii  nota.  Er  erinnert  dann
an  den  Tractaten  des  Antonio  da  Tempo 1  und  Ghidino  da
Sommacampagna, 2  lontani  molto  1’  uno  e  1’  altro  dal  giudicio
e  dalle  facolth  di  Dante,  i  quali  si  occuparono  in  trattare  cose
di  poco  rilievo,  tacendosi  del  tutto,  o  pai’lando  come  per  incidente
  di  quelle,  che  sarebbono  state  di  utilita  a  sapere,  e  che
allora  si  sapevano  comunemente  per  tutti  i  rimatori.  Unter
den  Provenzalen  habe  Raimon  Yidal  Las  rasos  de  trobar 3  verfasst, ­
  nel  quäle  altro  poi  finalmente  non  insegna  che  il  diritto
uso  della  parlatura  di  Limosino,  ch’  era  a  quei  tempi  in  pregio
non  meno  che  al  presente  appo  noi  la  favella  toscana.  Es
gebe  wol  ein  sehr  altes  französisches  Werkchen  De  speciebus
seu  coloribus  rhetoricae  Gallicanae. 1  Dieses  könne  jedoch  den
Italienern  wenig  nützen,  da  es  von  Rotondelli,  Cappelletti,
Bergerette,  Fratras,  Refrains,  Lai  und  Virlai  handle,  nomi
poco  ricevuti  da  gli  scrittori  Italiani  fralle  sue  rime.  Unter
den  Neueren  habe  Bembo  sehr  schöne  aber  bei  weitem  nicht
genügende  Bemerkungen  zusammen  gestellt;  ein  Vincenzo  Calmeta
  habe  neun  Bücher  della  volgar  Poesia  geschrieben;  der
Auszug  davon,  den  er,  Barbieri,  gesehen  habe,  lasse  jedoch
das  Werk  als  unbedeutend  erkennen.  Von  noch  geringerem
Werthe  sei  Mario  Equicola’s  Introdottorio  al  comporre  in  rima
in  lingua  volgare,  ein  armseliger  Auszug  aus  Antonio  da  Tempo.
Die  Schriften  Trissino’s,  Minturno’s,  Danielli’s  seien  voll  classischer
  Gelehrsamkeit;  was  aber  die  Kunst  in  italienischer  Sprache
zu  dichten  betrifft,  haben  sie  wenig  Neues  beigesteuert.  Dies
1  Herausgegeben  von  G.  Grion  als  26.  Band  der  Collezione  di  opere
inedite  etc.  Bologna  1869.
2  Herausgegeben  von  G.  B.  Giuliari  als  105.  Publication  der  Scelta  di
curiositA  letterarie.  Bologna  1870.
3  Vgl.  unten  lib.  Mich.  fol.  52.
4  Kennt  man  das  Werk?  Sehr  alt  war  es  jedenfalls  nicht.  Und  war  es,
trotz  des  lateinischen  Titels,  in  französischer  Sprache  abgefasst?
            
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