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linken ein Buch, vielleicht der Heiland als Prediger. Von den
Buchstaben treten noch hervor:
C
NOC
MA
NT
HA
Auf der Kehrseite der Pergamente steht von früherer Registration:
Nr. 158 del 1300—1400. In dem jetzigen Repertoire
ist mit einem Fragezeichen das Jahr 1174 angesetzt, so
dass diese Urkunde in die Regierung des Kaisers Manuel
Comnenus (1143 —1180) fallen und als ein Privilegium dieses
berühmten Comnenen erscheinen würde. Dabei wird hingewiesen
auf Giacomo di Pietro Luccani (Annali di Rausa p. 22).
Dieser berichtet nämlich von einem Vertrage zwischen Manuel
dem Comnenen und der Stadt Ragusa, nachdem letztere, von
den Venetianern bedrängt, jenen um Hilfe angegangen und dieselbe
sofort erhalten hatte; denn es lag diesem Kaiser längst
daran, mit guter Gelegenheit der aufblühenden venetianischen
Republik Eintrag zu thun. Um die Ragusaner fest an sich zu
knüpfen , gab der Kaiser denselben grosse Freiheiten und Rechte.
Doch wir müssen Luccani selbst reden lassen. „In quel tempo,”
erzählt er, „le galee Venetiane ritenendo alcune robbe de’ nostri
mercanti, et pretendendo di torle in controbando; la Signoria
di ciö si lamento col Senato Veneto; ma non furono uditi.
Per Io che ricorse poi al braccio et aiuto d’Emanuelo Imperatore,
il quäle teneva particolar protettione di Rausa, et perciö
in un giorno determinato furono fatti prigioni i Venetiani,
ch’erano in Costantinopoli, et confiscati i loro beni. Sospettando
poi Emanuelo , ch’ i nemici non unissero Ie forze con li Preneipi
di Ponente, fece lega co’ Genoesi, Pisani, Anconitani et
Rausei. I quali li diedero Bonda ßisti e Simon Barba con 500
huomini prattichi nel mare, i quali furono imbarcati nellenavi;
et ä Malea col Re Stefano Generale del mare, si vide con
l’armata nemica. Li Venetiani dopo questo s'unirno con Guglielmo
Quarto Re di Sicilia a’ danni dell’ Imperatore, il quäle
per disfare questa lega, e i desegni di Gulielmo, restitui a Venetiani
i beni confiscati, con patto perö, ch’ancor essi facessero
il simile alli Rausei. Dopo queste cose abbracciö in maniera i
Rausei, che questi fece Citladini di Costantinopoli, et diede