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Mus s a fi a. Sullo versioniitaliane dell*aStoria Trojana.
ci occupiamo si trova stampato in uno Studio su questo pocma
publicato da A. Pey Ecco come il Pey stesso ne da il sunto
in altro suo lavoro 2 : ,(Lavine) se decide a ecrire ä Eneas pour
lui faire connaitre ses Sentiments. La lettre ccrite, ella la lia
molt etroit et la roula autour d’une fleche; pnis eile appela
un archer j^Eneas passait en ce moment sons les remparts avec
quelques-uns des siens). Archer, dit-ellc, m’ est avis que les
Troyens abnsent de la treve pour examiner nos murs et les
endroits oii ils pourront nous attaquer; lance leur donc cette
fleche 3 , sans faire mal a personne; c’ est seulement pour les
avertir de ne point tant approcher. L’archer obeit; la fleche
tomba aux pieds d’ Enee qui la ramassa et trouva la lettre. En
meine temps il apercut la demoiselle qui 1c regardait tendrement;
il devina sans peine que c’etait eile qui lui 6crivait, e
l’amour entra dans le coeur du heros/ La principale differenza
sta in questo, che dove nel francese Lavinia scrive ad
Enea soltanto per confessargli 1’ amore ch’ ella sente per lui,
nell’italiano lo ammonisce altresi di star in guardia dal tradimento.
Meno importante e la tenue particolarita dcl pastore
intcrrogato da Enea, la quäle manca nel francese.
Quando adunque il Tommaseo annota: ,Questa narrazione
piü prossima al gusto de’ romanzi cavallereschi che a quello
dolle antiche epopee non e perö men poetica e meno gentile',
noi dovremo qui di nuovo una grande parte della lode data al
Bolognese rivendicare al suo modello; e quando l’illustre critico
con fine sentimento viene sviluppando in moltiplici confronti
,1a differenza che fra la Lavinia di Virgilio e la Lavinia d’Arni
annino pongono i tempi e i costumi mutatk noi accettando
il suo ragionamento, lo modificheremo soltanto leggendo ,1a Lavinia
del trovero francese' o poiehe e pur possibile che costui
attignesse alla sua volta ad alcuna fonte, diremo meglio ,1a
Lavinia del medioevo/
1 Essai sur les Romans d’ Eneas d’apres les manuscrits de la bibliotheque
imperiale par Alexandre Pey, Paris 1856.
2 L’Eneide de Henri de Veldeke et le Roman d’ Eneas attribue k Benoit de
Sainte-More. Si contiene nel 2° Volume del Jahrbuch für romanische
Literaturen, pag. 1—45. Non fa d’uopo dire che l'episodio, di cui qui sj
tratta, si legge altresi nel Veldeke imitatore del trovero francese. Vedasi
1’edizione dell’ Ettmiiller, col. 287—290, o anche l’articolo di E. Wörncr:
.Virgil und Heinrich v. Veldeke 1 inserito nella Zeitschrift für deutsche,
Philologie di Iiöpfner e Zacher, III. 126.
3 Qui anche l’originale narra come l’arciere in sulle prime esitasse.