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Mussafia.
Magi.
Cavaliere perdere suo cavallo
in battaglia.
Poi ch’ elli si vorrä travagliare
in arme,
si converrä ch’ egli guadagni e
perda ispesse fiate.
Ed io non ho gran soffratta di
destriere, 2
ch’io n’ho.
|Non pertanto, dappoi che voi
i (vostro amore) questo m’accomandate,
io il guarderö a
mio potere;
e molto sofferrö
avanti ch’ io da me il lasci partire.
Omai conosco io bene
che la gran pena ch’io ho sofferto
giorni e notti
mi tornera in gioja
e che voi avrete di me merce...
Qui liniscono i saggi del frammento Magi., salvo ancor
poche linee che ben tosto confronteremo colle corrispondenti
della versione di Binduccio.
Gli estratti da quest’ ultima ricominciano nel Tomm. al
verso 14927 dell’ originale. I primi cinque versi li abbiamo
gia veduti nel Magi, e si potra quindi anche per questo breve
passo confrontare le due redazioni italiane.
1 Joly des triez.
2 Dice lo stesso che il francese, salvo che questo usa il passato: ,nello
scont.ro, quando perdetti il mio cavallo, non fui a quella distretta che
voi credete 4 . Ciö non di meno h possibile che il traduttore abbia franteso
la parola destreiz.
Se Chevaliers pert son destrier.
Qui bien se velt d’ armes pener
Et grant proeces demener
15065 Gaaigne et pert soventes feiz.
Trop besoignos ne trop destreiz 1
Ne fu gie pas, sacheiz lo bien,
Mes icestui sor tote rien
Garderai gie al mien pocir.
15070 Trop aurai ainz grant estoveir
Que gie le les partir de mei;
Ainz lo comparront plus de trei.
Desor vei et conois et sai
Que la grant peine que gie trai
15075 Por vos ou mis cuers tent et tire,
Sans aveir joie ne remire
Me tornera a joie entiere.
Tant vos ferai longue priere
15079 Oue vos aureiz merci de mei . . .