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M u s s a f i a.
Gent salvag-e d’une contree,
Q,ui Cenocefali ot non ;
Let sont et d’estrangc facon,
Cil les prennent, mes c’est ä tart;
13350 Et si vos dirai par cpiel art.
La oü il sout a grant arson,
N’i a jie ombre ne buisson;
Mes ]i inostre, li aversier 1
Prennent les rai[n]s de l’olivier,
13355 Lor cors en couvrent et lor braz,
N’ont altres pi[e]ges n’altres laz.
Et la beste qui n’est pas sage
Vient a la foille et a l’ombrage,
Ne set sa mort ne son encombre;
13360 Broste, puis si s’endort en
1’ ombre.
Cil la trove qni maintes feiz
En est jusqu’ a la mort destreiz,
Binduccio
Qnesta bestia prende una gente
salvatica
che dimora in quel paese ove le
bestie conversano;
si la prendono iii tal maniora
coin’io vi dico.
ln quelle contrade la ovo queste
bestie dimorano e troppo smisurato
caldo,
che tutta la contrada e diserta
senz’ arbori e senza boschi.
Quelle salvatiche genti
prendono li rami degli arbori di
boschi di palme,
si ne cuoprono loro corpi tutti.
La bestia quand’ ella e lassa
e riscaldata,
ed ella vede questa piccola onibra,
si se ne viene in quella
parte per lei riposare,
che non crede niente che lä
sua morte sia.
Ella s’addorme all’ ombra molto
tosto;
allora la fiere colui ch’ c imboscato
dentro alle foglie, ma
elli avviene molte tiate chela
bestia uccide lui sanza ch’ella
sia morto, e tal fiata avviene
che colui che cosi l’aspetta
affoga del caldo
} La pelle e piu ogliente che
balsimo ne o ’ncenso o che
1 11 .Joly non mette la virgola dopo moslre e met.te il punto fermo dopo
aversier.
13363 D’arson esteint et de chalor . . .
13366 Basmes [ne] encens ne tubaine
i