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M u s s a f i a.
Guido
traduzione francese
Binduccio dello Scelto alt re traduzioni italianc
Al Tommaseo, die esaminö piü attentamente il lavoro di
Binduccio e ne stainpö un breve saggio, riusci d’avvicinarsi
alquanto al vero; che se non lo raggiunse appieno, e da darne
colpa alla scarsezza di jiotizie ehe allora si avevano su quest’
argomento. II Tommaseo s’avvede che il Montfaucon (Diar.
ital. 19) reca i primi versi d’una tradnzione di Darete che e
nell’ Ambrosiana di Milano :
Salemons nos enseigne et dit
Et si lit hon en son escrit
e li confronta colle parole, con cui Binduccio da principio al
suo lavoro: ,Salomone lo trasavio ne ’nsegna e ammaestra in
suo librob Ricorre poi all’ Ai-gelati, che nella Biblioteca de’
volgarizzatori I 341 reca altri pochi versi del codice Ambrosiano
medesimo, ed anche fra questi ed un passo della scrittura di
Binduccio ti'ova pei’fetta coincidenza. Ne deduce quindi che
la prosa italiana scende dall’ opera fi’ancese in versi. Qui
perb lo fa traviare una notizia al tutto erronea, che a detta
del Benci trovasi in un codice della Biblioteca dell’ Arsenale
di Parigi, b. 1. franq. 153, contenente una traduzione di Guido.
Quivi di mano moderna e scritto: 'Ce roman . . . . a ete tire
du gi’ec . . . compose en 1287 par Gui de Colomne. Il a ete
depuis mis en vers par Jean de Meunb II Tommaseo si contentö
perciö di aggiugnere un nuovo eleinento alla liliazione
stabilita dal Benci ed ammette:
Guido
prosa francese altre traduzioni italianc
poema di Jean de Meung
I
Binduccio
E cosi, sobbene egli rechi l’opinionc del Montfaucon,
confermata dall’ Argelati, che il codice Ambrosiano spetta al
XII. secolo, non s’accoi-ge che e impossibile che in uno scritto
contenu'to in un codice del cento sia traduzione di traduzione
d’un’ opera finita al dichinare del dugonto. Ma lo preoccupava