202
Mussafia.
a quel modo che i testi latini ondeggiano nella forma del nome
dcl vescovado di Neomia.
93, 18 torna cd corpo unde che tu [ / solevi
fcir clavanti. Che ci sia una lacuna, e come si debba riempire
ce lo dimostra il latino: reverteve ad corpus tuum unde cxieris,
et stude abstinere ab his quae ante faciebas. L’ occhio dcl copista
trascorse da un tu all’ altro.
94, 15 e si de’ a maystra de sancta vita. Io leggo si de
amaysträ = ei ammaeströ. Su de = ci vedi la mia edizione
di Fra Paolino.
AP PEN DJ CE.
Per l’affinitä dell’argomento publico. qui appresso una
breve visione scritta in latino^ che io non trovai in verun luogo
indicata. Si contiene col titolo di Visio Esdrcie nel codice di
Heiligenkreuz citato piu sopra, il quäle ha altresi la visione di
Tundalo e quella di Wettino. Io ne devo copia alla cortesia
del mio pregiato amico G. A. Neumann, bibliotccario e professore
di lingue semitiche in quella badia. Il componimento
sembra mutilo in principio.
Incipit Esclrae visio.
Oravit Esdrae Dominum dicens: ,Da mihi, domine, fiduciam,
ut non timeam, cum iudicia peccatorum videam/ Et dati
sunt ei septem angeli tärtarei, qui portaverunt eura in inferrimn
super Septuaginta gradus, et vidit igneas portas et ante
has portas duos leones iacentes, de quorum ore et naribus et
oculis exibat fortissima flamnia et non tetigit eos. 1 Et dixit Es-1
Qui deve mancare un passo, in cui si sarii detto che dinanzi alle porte
d’inferno erano i giusti, i quali (come il pellegrino nella visione di Tundalo)
vi erano condotti soltanto percho, vedute le penc dci dannati, tanto
piü godessero della beatitudine loro concessa.