198
M u b s a f I a.
potenticim ipse vocatur, secl propter primatum quem tenet
in tenebris.
66, 2 avvegnachc tu ebi vezuto molte pene in mancha
questa. Alcuno forse dara a in mancha il valore di meno, quindi
salvo e finalmente oltrc; io per me non dubito che anche qui
non c’ e ehe il prodotto di mala lettura. II prototipo avra avuto
innanga = innanzi a; lat. ante istas poenas.
66, 14 Io vezo che molti mei parenti e amici e conoscenti
e compagni che soleva gaudere con mi al mondo. Il lat. ha:
Video in hoc tormento cognatos midtos et sodales et notos,
quos mecum in hoc saecido gaudebam habere socios. Oltre che
l’ultimo membro della fräse non e tradotto con molta fedelta,
il discorso intero sta in aria. Forse ne dobbiamo chiamare in
colpa il traduttore, ma fors’ anche egli scrisse io vezo qui, che
facilmente divenne chi e poi che, oppure il copista ommise le
voci sono in questo tormento. Il latino continua poi dicondo
quorum hic consortium multum abhorresco, parole che formano
eloquente antitesi a quelle che precedono: in vita della loro
compagnia godevo, qui essa m’ e in orrore. Il traduttore non ha
capito uulla (e perciö appunto pote corne abbiamo veduto modificare
il primo termine dell’ antitesi); egli scrive: unde si
ando per ogni sua compagnia. Non e agevole imaginäre quäl
lezione mai egli avesse o credesse avere a se dinanzi.
67 4 Quel che hai veduto dechiamoli inimici di Dio, in
pena, in (forse e ’n) carcere; da mo innanzi tu si vederai li
amici de Dio in gloria perpetual. Il senso su per gib s’ intende;
ma che e quel dechiamoli? Non e altro a veder mio che de
chi a mo [si e] li. Sulla congiunziöne de chi — fino vedi i miei
Monumenti antichi, pag. 18.
70, 10 e mo si xe conzonti com la compagnia clegli
anzoli dice il contrario di nondum merentur sanctorum consortio
conjungi.
72, 5 e 7 Non ne ma ve (ue) deve leggersi.
73, 15 s’ el non fosse altra gloria in paradiso, qua questa
deoerebe bastcvre. Il copista dovendo scrivere questa sbagliö e
coininciö qua; s’avvide tosto dell’ errore e ripigliö, senza perö
cancellare il qua, che noi senza scrupolo veruuo cancelleremo.
74, 1—2 lavora com le tue meine quello clie tu magny.
Traduzione bislacca di labores manurn tucirum quia manducabis.