Sulla visione di Tundalo.
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(51, 7 quelli che renego Christo o che fa opera de negarlo ;
si come xe aliri homicidiali e furi. Ci fu scambio fra adulteri
e ]’ ital. altri o il latino alteri. Se gia nel latino c’era l’errore,
il traduttore, com’ e naturale, lo segui; ma altrettanto, se non
piü probabile, e che il copista della versione abbia commesso
1’ abbaglio.
64, 16 parlenti e scorso di penna per parlati, nota forma
idiomatica di prelati.
64, 21 I tristi signori verranno puniti, pex’che la potenzia
ch’eli ha da correzere altrui e de (non de’) amcästrare .... ne’l
vol adorare secondo Dio. Si corregga adovrcire; ’l puö stare
con valore di neutro, ma non sarebbe troppo grande arbitrio
emendare l[a). Dopo amaistrare il cod. ver. ha ch’elli V avesse
da Dio. Po'trebbe essere quam a Deo habuerant, tradotto inettamente,
ed in tal caso dovrebbesi leggere no in luogo di ne, ma
il confronto del testo lat. ci fa piuttosto supporre che il copista
negligente abbia ommesse alcune parole p. es. non stimano, non
credono o altro: potentiam suarri . . . non aestimant a Deo sibi
concessam et üleo non sicut debent .... exercent.
65, 11 L’ anima all’ angelo: Perche non da . . . Dio la
potenzia sempre ci li boni e non li concede ad aver per colpa de
li rei? et imperzb che li rei non e digni de aver bom rettore . . .
Non si comprende. Se si pon mente che dopo finito il discorso
ricorre di nuovo E l’ anima disse all’ angelo, si congettura tosto
che qui manca alcuna cosa, e che una parte delle parole recate
di sopra spettano alla risposta dell’ angelo. Lat.: Qaare Deus
potentiam non semper bonis tribuit, ut subditos suos emendarent
etpraeessent ipsis utdeberent% Respondit angelus: Aliquando bonis
potestas tollitur subditorum cidpis exigentibus, quia mali non
merentur bonos habere rectores. A non voler mescolare alla traduzione
antica una moderna bisognerebbe stampare cosx: . . .
e non li concede ad aver [. ? E V angelo respoxe
.] per colpa de li rei, emperzoclie ecc.
65, 25 L’ anima chiede come Lixcifero possa esser detto
principe delle tenebre, quaudo non puö liberare ne se ne altrui.
Risponde 1’angelo: El non e clamado principe per potenzia in le
tenebre. Che risposta e mai questa? Ccrto dopo potencia il
copista trxilasciö pai’ecchie pxxrole. L;it.: princeps non propter