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Mußsafia.
particolarita della scure, die Tundalo ha in mano mal si sa
per qnal motivo 1 e ch’egli affida alla moglie del compagno. La
tradizione conservö in generale molto tenacemente la primiera
versione; ma pure si trovö alcun traduttore che credette leeita
una lieve infedelta affine di dare maggior grazia e spoutaneita al
racconto. Vedromo lo stesso in una dello traduzioni italiane.
9. Olanilesi.
Cominciamo dal ricordare la versione metrica che il
Maerlant, come di tutta 1’ enciclopedia di Vincenzo, cosi avra
fatta della leggenda di Tundalo. Del libro XXVII dello
Spieghel Idstoriael non si sono pero conservati che dei frammenti,
e fra questi nulla trovasi di cio che qui c’ interessa. — V’ ha
poi una versione in prosa, che venne publicata dal Blommaert 2
dietro un codice della line del XIV. secolo. Riproduce il testo
antico, con una certa inclinazione a dilavare alquanto il dettato.
V’ ha un prologo in cui dice che traduce dal. latino a proiitto
ed onore d’ una nobile vergine; alla quäle ei dirige altresi la
parola pregandola di volere accettare con animo lieto il piccolo
dono ch’ egli le offre ,hedele jonfrouwe, ic bidde hu, dat ghi
blydelic dese cleene ghifte ontfaen wilt, die ic om uwen wille
ende om uwe salicliait besocht hebbe'. Forse che ciö non sia
se non una imitazione del prologo di Marco; ma altrettanto
probabilo si e ehe per un caso alquanto singolare 1’ invito d’ una
donna abbia per la seconda volta eccitato uno scrittore ad occuparsi
della nostra leggenda. La visione ebbe luogo nel 1147.
Nei §§. 13—14, che corrispondono ai capitoli 21—24 del
latino, si rawisa una confusione. L’olandese comincia col cap.
21 e va da ,Verum cum anima' fino a ,voluntati obtemperant*
(Schade 20, 13 —19), poi ha molto abbreviate le prime e in
fedele traduzione le ultime linee del cap. 22 (Schade 21,
15—21). Scgue il cap. 23 fino a ,creatorem videre' (21, 22—
22, 7) ed appena ora s’inserisce la fine del cap. 21 ed il principio
del 22 (20, 20 — 21, 14). Finalmente vengono le ultime
1 Anche Alber parvc accorgcrsi che ciö aveva bisogno d’alcuno seliiarimento,
e perciö aggiugne che non sono poclii coloro, i quali in luogo della spada
portano seco un’ ascia.
2 Oudvlaemsclie gedichten der XI I' -, X1II C en XIV 0 eeuwen uitgegeven door
Ch. Blommaert. Gent, 1838 —1811. Vol. II, pag. 119 -50.