Mussafia. Sulla visione di Ttmdalo.
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Sulla visione di Tundalo
appunti di
Adolfo Mussafia.
1. La visione di Tundalo.
La visione di Tundalo 1 e fra le descrizioni medievali dei
tre regni eterni una delle piü interessauti; fu piü volte a ragione
osservato ch’ essa offre il maggior numero di passi, i quali in
alcun modo si possono confrontare con altri della Divina Commedia.
Non sembra quindi opera inutile il ritornare brevemente
su questa leggenda, affine di esaminäre la relazione vicendevole
delle versioni che ce ne sono conservate. L’ impresa non e
per certo delle piü difficili; giacche e notevole che mentre
scritture simili, e per 1’ argomento che eccitava vivamente la
fantasia e per la forma che consiste in una Serie di singole
descrizioni, davano facile occasione a interpolazioni ed ommissioni
e mutamenti d’ ogni guisa, e notevole (dico) che la leggenda
di Tundalo se ne sia conservata quasi del tutto immune.
2. Testo antico.
La visione viene attribuita all’ anno 1149 2 e in data
vicinissima a questo un Marco, pregatone da una badessa
1 I testi piu antichi hanno a dir vero Tnugdalun; pure, scrivendo in una
lingua moderna, parmi die sia da preferirsi la forma divulgatissima di
Tundalo; tanto piu che a detta d’uno ‘de’ piu dotti celtisti, l’Ebel, la
forma Tnugd. non sembra primigenia. Si veda ciö che su questo proposito
rifensce il Gosche nell’articolo citato appresso. An che 1’anoniino, che nel
Centralblatt di Lipsia, aiin. 1869 colonna 1299, diede relazione sull’edizione
dello Schade, dice Tnugdalus essere corruzione di Tungdalus; antica si, ma
pur sempre corruzione.
2 Nel prologo dopo ,visa est ipsa visio 1149° ab inc. dom. anno c segne ,ipso eodem
anno Malachias Dunensis episcopus. . . defunctus est c . Or S. Malachia mori