Sulla leggenda del Iegno della Croce.
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Dopo la morte d'Eva, Seth si reca di nuovo al paradiso. Questa
volta gli appare il Cherubino. Aveva in mano un ramo, da cui
pendeva la meta del pomo morso da Eva. Lo da a Seth, raecomandandogli
di averne grande cura; e ponga mente altresi all’albero di
olivo che e sulla tomba d'Adamo, giache da questi due alberi
•verra la redenzione. Seth conservo gelosamente il ramo, e dopo lüi
ne veniva sempre affidata la custodia all' uomo piü buono e virtuose,
fino che giunse a Noe, il quäle lo tenne seco nell’arca. Cessato il
diluvio, Noe manda fuori dall'arca la colomba, che ritorna con un
ramo d'olivo nel becco, naturalmente di quell’albero che sorge sul
cadavere d'Adamo. Noe conserva con religioso rispetto ambedue i
rami, merce i quali la schiatta umana fu piü tardi redenta. E il
poeta finisce bruscamente col dire: Wie unser herre Ihesum Cr ist
an dem zwige (a quäle ?) di martel leit das wart von mir nu nit
geseit hie ist der rede nit meer.
Un interessante componimento poetico (XV. sec.), di quelli che
chiamavano Meistergesang, e contenuto in varii manoseritti 6T ). Nel
cod. Yiennese porta il titolo di Klingsor Astromey. Vi si narra che
un valente astronomo, chiuso il diavolo in una bottiglia, lo costringe
a rispondere alle sue domande. Fra le altre, gli chiede conto del
paradiso. Il diavolo glielo descrive; poi entra a dire di Adamo.
Giunto questi alla fine della sua vita esorta Seth ad andare al paradiso
e recargli del frutto del peccato, e dicendo il figliuolo che non sa la
via, Adamo gli dice ehe segua le orme nude di erba. L" angelo gli
da il torso del pomo, di cui aveva mangiato Eva; Seth ritrova il
padre gia morto. Trae dal torso tre granella (secondo il cod.
viennese, den kern secondo quello di dolmar) e le ripone nella
bocca d'Adamo. Ne nascono tre nobili piante, cui Salomone fa recidere;
delle due si fa una croce, della terza una verga da giudice;
a quella fu appeso Cristo, questa venne spaccata in due e vi fu messa
la lettera che Pilato scrisse a Gesü. L'astrologo soggiugne: Ma io
ho udito d’un albero sorto sulla tomba d'Adamo, che reco un frutto,
a noi tutti benefico. E 1'angelo: Cosi e; Dio fu i! frutto; un re
€7 J In quello cosi detto di Kolmar f*. 667*; nel codice della biblioteca comunale di
Norimberga VI 43*, f°- Ü7; nel cod. Viennese 2856, fol. 261“; nel cod. germ.
Monacensis 746 f°. 277. Devo queste notizie al mio caro amico Carlo Bartsch, professore
a Rostock.
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