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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 63. Band, (Jahrgang 1869)

Sulla  leggenda  del  Iegno  della  Croce.  169
medesimo  secolo  servi  di  modello  a  un  componimento  poetico  tedesco
  i3 ).
I11  essa  la  missione  al  Paradiso  viene  modificata  in  cio  che  con
Seth  ci  va  anche  Eva;  nel  resto  s'accorda  coli’  Ev.  Nie.;  la  preghiera
non  verrä  esaudita  che  alla  venuta  del  Cristo.  Tutt’  al  piü  potrebbe
vedersi  nelle  droghe  un  accenno  ad  un  donativo  dell'  arcangelo.
Or  bene,  la  stessa  narrazione  ricorre  nel  cod.  Yiennese  1628
(XIY.  sec.).  Nel  complesso  corrisponde  esatlamente  a  quella  dei
codici  surricordati,  salvo  tenuissime  varieta  di  forma,  quali  si  trovano
ne"  varii  esemplari  della  medesima  scrittura;  ma  ommette  l’episodio
del  serpente  ed  in  quella  vece  intesse  la  leggenda  della  relazione  fra
i  due  alberi.  Michele  consegna  ai  due  un  ramo  di  tre  foglie
tolto  dall’  albero  del  peccato,  predicendo  la  prossima  morte  d’Adamo,
e  ordinando  che  il  ramo  si  pianti  sulla  tomba  di  lui.  Ne  nasce  una
pianta,  che  viene  trovata  durante  il  regno  di  Salomone.  (Nulla  e  detto
dei  tentativi  fatti  d’adoperarla  nella  costruzione  del  tempio.)  Salomone
la  fa  adornare  mirabilmente  e  riporre  nel  tempio.  La  mostra  alla
regina  di  Saba,  la  quäle  vaticina  che  essa  sarebhe  cagione  di  distruzione
  del  regno  degli  Ebrei.  Udito  cib,  fa  adornare  il  legno  di  nuove
pietre  preziose  (come  dice  il  testo  viennese  certo  alterato  dall’  arbitrio
  di  copisti.  0,  come  la  naturalezza  lo  esige  ed  ha  la  redazione
seguente,  di  pietre  perche  vada  bene  al  fondo)  e  lo  getta  nella  probatica
  piscina,  ove  scende  l'angelo  a  muovere  le  acque  ed  hanno  luogo
le  prodigiose  guarigioni  fino  al  tempo  di  Cristo,  qui  in  ipso  ligno
suspensus  est  in  eo  qui  dicitur  Calvariae  locus  et  in  ipso  stipite
aiboris  posito,  itn  ut  sanguis  ipsitis  reclemptoris  in  caput  primi
plasmatis  descenderit.

di  cui  parla.  Le  ha  egli  trovate  in  aleun  altro  eodice,  e  sbaglio  solo  nell’  attribuirle
al  95?  —  Noteremo  finalmente  che  la  Poenitentia  Ädae  sembra  essere  stata  tradotta
da  Colard  Mansion  (XV.  sec.)  Ne  diede  minuta  analisi  il  Van  Praet,  Rccherches
sur  Louis  de  Bnigcs  seigneur  de  la  Gruthugse,  Paris  1831,  pag.  94,  fondandosi
Stil  cod.  1837  (=7864)  dell’Imperiale  di  Parigi.  11  Paris  dice  che  il  Mansion  non
ha  tradotto  la  Poenitentia  poiche  Andrea  si  nomina  quäl  traduttore;  ma  come  non
s’e  egli  avveduto  che  la  narrazione  da  lui  reeata  e  del  tutto  diversa  da  quella  del
codice  1837?
13 )  ed.  von  der  Hagen,  Gesammtabenteuer  I.
            
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