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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 55. Band, (Jahrgang 1867)

Del  codice  Estense  di  rime  provenzali.

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pero  si  dovrä  confessare  che  il  copista,  o  compilatore  che  lo  vogliamo
dire,  fu  spesso  molto  trascurato  e  commise  gravi  errori.  E  si  put*
osservare  ciö  che  probabilmente  e  in  altri  codici  si  riscontra:  che  le
poesie  facili  a  comprendere  sono  riprodotte  con  maggior  correzione;
laddove  quelle,  che  procedono  a  rime  oscure  e  vanno  in  traccia  di
parole  strane  e  bizzarre  —  cosi  p.  es.  quelle  d’Arnaut  Daniel,  di
Raimbaut  d’Aurenga  ecc.  —  sono  spesso  di  lezione  oltremodo  viziata.
Si  vede  che  chi  scrisse  l’Estense  non  aveva  suffieiente  cognizione  della
lingua  da  potersene  giovare  ne’  luoghi  dubhii.  Egli  e  perciö  ch’ei  confonde
  fradiloro  le  lettere  o  i  nessi,  che  ne’  codici  hanno  alcuna  somiglianza,
  anche  quando  il  senso  doveva  chiaramente  palesargli  la  buona
lezione.  Cosi  shaglia  molto  spesso  da  u  ad  n;  da  c  a  t,  r,  i;  da  f  ad
l  e  viceversa;  confonde  in,  iu,  m;  n,  ti,  ri;  cu,  en;  legge  ebons  in
luogo  di  chous  (hoc  vobis);  chastan  in  luogo  di  Mas  tan;  aus  in
luogo  di  auer  (nel  codice  modello  per  certo  au“)  e  cosi  via.  La  grafia
e  molto  lontana  dalla  purezza  de'  migliori  tempi  ed  a  parecchie  particolaritii
  si  puö  supporre  che  il  copista  fosse  Italiano.  Ei  viola  di
frequente  le  regole  grammaticali;  cosi  p.  es.  —  a  dir  d’una  delle  piii
importanti  —  omette  spesso  1’  s  finale  quando  vi  dovrebbe  essere  ed
altre  volte  l'aggiugne  a  sproposito.  Moltissimi  sono  i  luoghi,  in  cui
s’hanno  a  deplorare  omissioni  cosi  di  versi  come  di  stanze  intere;  e
non  sempre  il  copista  ce  ne  fa  avvertiti  col  lasciare  uno  spazio  vuoto.
Io  credo  adunque  che  l'Estense  possa  essere  di  grande  sussidio
alla  critica,  ma  che  sono  hen  pochi  i  componimenti  in  esso  contenuti,
i  quali  non  abbisognino  di  numerose  emendazioni.
Appendice.
Sul  codice  di  rime  provenzali  dell’  Universitä  di  Bologna.
Poiclie  le  notizie  sul  codice  di  Bologna  erano  molto  yaghe  ed  a
vicenda  si  contraddicevano,  io,  a  chiarirmi  del  fatto,  ne  cliiesi  al
Professore  Giosue  Carducci.  Il  quäle  con  somma  cortesia  mi  diede
le  informazioni  seguenti,  dalle  quali  risulta  che  tutte  le  varie  notizie
su’  codici  di  Bologna  si  riferiscono  al  medesimo  manoscritto:
„Il  codice  di  Rime  provenzali  antiche  della  Biblioteca  del-1’
  Universitä  di  Bologna  (la  quäl  biblioteca,  come  il  palazzo  ove  ora
e  1’  Universitä,  era  nel  secolo  passato,  e  si  nomino  anche  nel  nostro
da  qualcuno,  dell’  Istituto)  era  iscritto  anticamente  Append.  mss.
            
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