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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 55. Band, (Jahrgang 1867)

Del  eodice  Estense  di  rime  provenzali.  427
II 2  35);  ma  come  si  debba  intendere  leggendo  col  Bartsch  E-l,
cioe  Ed  il  non  m’  e  chiaro.
A  pag.  13  il  Cavedoni  reca  due  strofe  della  canzone  allora  inedita
Per  solaz  d'altrui  chan  soven  (225).  Il  primo  verso  Per  cli  om  soill
mal  q  eu  na  plazen  gli  e  poco  chiaro  e  vi  mette  un  sic.  Errb  nel
dividere  cliom  in  ch'  om,  mentre  significa  cho-m  (ciö  mi),  e  doveva
leggere  n'a[i]:  „Per  cib  mi  sono  piacenti  i  mali  che  io  ne  ho.“
Il  quinto  verso  e  presso  il  Cavedoni:  Per  qu  a  cascus  en  suilauzaire
  ;  cascus  nel  caso  obliquo  non  puo  avere  l’s  ed  il  verso  eccede
la  misura.  Ma  il  codice  ha  altrimenti:  Per  que  cascus  nos  lauzaire.
Se  si  badi  che  nell'Estense  e  frequentissimo  lo  scambio  di  e  in
o  s’offre  spontanea  l'emendazione  nes  „Per  che  ciascun  n'e  lodatore“;
  e  cosi  leggono  invero  BCO.
Nel  primo  verso  della  stanza  seguente  il  Cavedoni  stampa  per
merces,  ma  il  codice  con  maggior  rigore  grammaticale  merce.  Cosi
anche  a  pag.  32  il  Cavedoni  ha  que  mil  mar  cs  fosson  meu,  ove  e
violata  la  nota  legge  dell’  s,  mentre  il  codice  ha  regolarmente  marc.
OJtre  ad  alcune  varianti  il  Galvani  tolse  all’Estense  e  publico
nelle  Osservazioni  un  favolello  d’Aimeric  de  Peguilhan,  un  sermone
di  Peire  Cardinal  e  frammenti  del  Tesoro  di  Peire  de  Corbiac.
Favolello  d’Aimeric  de  Peguilhan  (252).  Le  parole  a  Sordels
sono  nel  codice  aggiunte  di  mano  molto  piü  recente.
230,  1  Anc  quem  fezes.  Come  gia  avverti  il  Raynouard  nel  Journal ­
  des  Savans,  il  codice  ha  Can.  11  Galvani  riconobbe  molto  bene
la  struttura  metrica  del  componimento:  aaab,  cccb,  dddb  ecc.;  ogni
quarto  verso  ha  l’uscita  in  -atz.  Non  doveva  egli  dunque  nella  seconda
stanza  cambiare  la  lezione  del  manoscritto  Mas  sages  subtilmen
cercaz  e  leggere  cercan.  La  traduzione:  „Ma  saggio  sottilmente
cercando“  e  la  proposta  di  emendare  Mas  savis  manifestano  che  il
Galvani  frantese  il  passo.  11  quäle  si  dee  leggere  Mas  s'ag[u]es
subtilmen  cercatz  Mos  obs  „Ma  se  avesse  sottilmente  cercati  i  miei
bisogni“.
231,  8  ab  mot  avinenz  pecca  contro  la  grammatica.  Codice
moz.  20  Poinglo  d'espero  e  ’lfer  non  ha  che  sette  sillabe;  il  cod.
dan  esp.;  si  legga:  Poing  lo  d'anfs]  espero  [s]  elfer  „d'ambedue  gli
speroni“.  21  Tan  quel  faz  valent.  Perche  mutare?  Il  codice  ha
sallent,  e  cosi  pure  il  Laurenziano  43;  salientem.  22  bes  amae-Sitzb.
  d.  phil.-hist.  CI.  LV.  Bd.  II.  Hfl.

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