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M u s s a f i a
Segue l’indice come nella prima raccolta. In ilue lnoglii ov'era
stato omesso un nome, vi fu aggiunto da colui che appose i numeri.
Dopo l’indice delle poesie si registra:
Maistre peire de corbiac. Thesaurü.
col primo verso di questo poema didattico. Finalmente:
Iste sunt cantiones frnncigene .1.
Ed imitando il modo tenuto per le provenzali v’ ha a capo dell’ indice
il nome di Moniez darraz e dopo questo i primi versi coi numeri
progressivi. i. a . xlviii. , quasi che tutte le poesie fossero di costui.
E cosi ha invero il manoscritto stesso, il quäle dinanzi alla prima canzone
(Amors n’est pas que q’en die) mette il nome di Moniez
d’Arraz, che n’ e invero l’autore, le altre perö lascia anonime, aggiugnendo
in margine i numeri progressivi da 1 a 48. Quarantotto,
mentre la rubrica dice cinquanta, ed in verita sono sessantadue.
Giacche finite nel codice le prime 48, altre 14 ne seguono non numerate;
di mano contemporanea, ma che e pur diversa da quella che si
riconosce nel resto del manoscritto. E questa seconda mano scrisse
poi altresl nell’ indice i primi versi delle 14 canzoni aggiunte. Da
tale diversita in fuori, la scrittura della prima parte del codice memhranaceo
e uniforme, salvo quelle tenui varieta, che in lavoro di lunga
lena si osservano anche nella scrittura d’una stessa persona.
Finito l’indice, incomineia il testo, che nella sua parte piii antica
va dal f° 1“ al 230 a comprendendo quanto segue:
„ l a —151 a Prima Serie di poesie provenzali.
„ 153“— 211” Seconda serie di poesie provenzali; dal libro
d’Alberico.
„ 213“—216 b Tesaur.
„ 218“—230 d Poesie in francese antico.
Ogni facciata e divisa in due colonne. Il nome di ciascun poeta
e scritto in lettere rosse, e nella prima serie e ripetuto dinanzi a
ciascuna canzone (talvolta con lievi varieta di forma), nella seconda
non si trova che dinanzi alla prima. Le iniziali sono colorate, rosse
ed azzurre, che (come suole) alternano. Quelle delle singole stanze
sono di piccola forma; di mezzana quelle delle singole canzoni d'un
poeta; di grande l’iniziale della prima canzone di ciascun trovatore:
tutte perö oltremodo semplici. Fra l'una poesia e l’altra piccolo spazio
vuoto; talvolta maggiore, e specialmente in quelle che in altri
testi trovansi avere maggior numero di stanze che non nel nostro.