Del codice Estense di rime provenzali.
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del XIII 0 secolo; il secondo e cartaceo, e la scrittura sembra spettare
alla fine de] secolo XVI°. II sesto perfettamente uguale puö far supporre
che chi scrisse la parte cartacea il fece coli' intendimento di
riunirla al codice in pergamena ed accrescere cost il pregio della
collezione.
Il codice membranaceo alla sua volta contiene due parti distinte:
l’una piü antica, che porta la data del 12S4; l’altra alquanto piü
recente, o degli Ultimi anni del dugento o fors’ anche dei primi del
treeento. Finalmente nella prima parte stessa voglionsi distinguere
anzi tutto due diverse raccolte di poesie provenzali, poi il Tesoro
di Peire de Corbiac e finalmente una raccolta di rime in i'rancese
antico.
In sul principio del manoscritto su otto fogli non numerati a
due colonne trovasi la tavola dei componimenti preceduta da qneste
parole:
In ihü xf). nomine anno eiusde | natiuitatis millesimo ducentesi\mo
quinquagesimo qncirto Indic\tione duodecima die Mercurij J
duodecimo intrante Augusto ‘).
IIec sunt nomina omnium reper\torü cantionü isti/is libri.
Hee sunt hiceptiones cantionü \ ipsorum repertorü 2 ).
Segue l’indice. Il nome del poeta in carattere rosso sta nel
mezzo, e sotto in altrettante linee il primo verso di ciascuna poesia.
Fra l’un poeta e l’altro vedesi spesso uno spazio vuoto di due, tre e
piü linee. Una mano del Cinquecento, la stessa che pose i numeri ai
singoli fogli, aggiunse presso al nome di ciascun trovatore il numero
del foglio, in cui incominciano le sue canzoni. Finito l'indice della
prima raccolta leggesi nuova rubrica:
Hee sät hiceptiones cantionü de | libro q fuit dni alb'ici 3 )
T noia repto\rü earüde cätionü.
f ) Questn data eoncorda perfettamente colle indicazioni contenute nel Calendarium
chronolotjicum del Pilgram.
2 ) Queste rubriche latine furono giä publicate dal Raynouard nel Journal des Savans,
XXXI 345, ma poco esattamente; meglio dal Cavedoni, Ricerche storiche, pag. 20.
3 ) Congettura il Cavedoni (Ric. stör., pag. 35J che questi sia Alberico da Romano,
il quäle „inimicatosi col fratelio Ecelino, nel 1239 si accostb alla parte guelfa,
ch'era quella del marchese d’Este“, e ehe viene ricordato quäle protettore del
giullare Messonget in un serventese di Uc de Saint-Circ (Choix IV 288; Diez, Leben
420).
Sitzb. d. phil.-hist. Ci. LV. Bd. II. Hft.
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