Del codice EstenSe di rime provenzali.
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faceva di buon grado copia agli studiosi. Abbiamo veduto come ne
mandasse saggi al Corbinelli in Parigi; ed Alessandro Tassoni, che
nelle Osservazioni al Petrarca reca di frequente passi provenzali,
dice cosi: „Essendomene stato dato agio dal sig. Ludovico Barbieri,
appresso ’l quäle sono la maggior parte dell’ opere de’ poeti di quella
nazione, tutte 1' ho lette“. Noi ci uniremo adunque al Tirabosclii nel
dolerci vivamente che si ricco materiale sia andato perduto. Nel frammento
sulla poesia rimata il Barbieri cita quattro codici: il libro
delle Vite di Michel della Torre '); il libro slegato, cui il Tirabosclii
suppose a torto frammento dell’ Estense; poi due altri, cui egli
chiama l’uno libro dalle Aste, l’altro libro Siciliano. E difficile
l’affermare s’ ei con tali nomi indichi i codici originali o le copie
da lui fattene; nel primo caso dovremmo deplorare nuove perdite.
L’Ubaldini nella tavola delle voci ai Documenti d'Amore di Francesco
da Barberino ") ed il Redi nelle annotazioni al Bacco in Toscana
citano essi pure di frequente versi provenzali; il primo sembra aver
attinto particolarmente ai codici Vaticani e ad uno di Giovanni Battista
Scannarola vescovo di Sidonia 8 ); il secondo si valse dei due
primi Laurenziani, d’uno dello Strozzi (second’ ogni probabilitä il
terzo Laurenziano) e finalmente d’uno che presSo lui si conservava.
Nel secolo scorso poi il Bastero, Catalano, ma che per essere vissuto
in Italia ed avere scritto in italiano la sua opera puö a buon diritto
esser qui annoverato, si valse nella sua Crasca provenzale 4 ) de-*)
E noto come questo nome ricorra nella vita di Peire Cardinal. Il Barbieri cita le
prime parole del libro: „Maistre Miqucl de la Tor de Clermon del Vernhesi escrius
aquest libre estant en Monpeslicr etc.“ ed aggiugne che nel libro stesso v’ erano
anche rime dello stesso Miquel, dalle quali reca i versi seguenti:
En Narbona era plantatz
L’albre quem fara murir
Et en Monpeslier es cazatz
En inolt bon luec senes mentir.
2 ) Roma 1640. Io non ho mai veduto questo libro, e quello che ne dico I’ho dal Crcscimbeni.
8 ) Contiene oltre a rime di varii poeti il poema sulla Caccia di Deude de Pradas. Non
pare identico al ßarberiniano 2777, poiche questo, a detta del Griizmacher, non
contiene che poesie di Pons de Capduoill, Grauet, contessa di Dia e Ramon de
Miraval; laddove l’Ubaldini cita dal codice Scannarola poesie anche d’altri poeti
p. es. di Gui d’Uisel.
Roma 1724. Anche quesf opera nv e ignota, essendomi riuscite vane tutte le eure
usate a procacciarmela.