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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 55. Band, (Jahrgang 1867)

Del  codice  EstenSe  di  rime  provenzali.

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faceva  di  buon  grado  copia  agli  studiosi.  Abbiamo  veduto  come  ne
mandasse  saggi  al  Corbinelli  in  Parigi;  ed  Alessandro  Tassoni,  che
nelle  Osservazioni  al  Petrarca  reca  di  frequente  passi  provenzali,
dice  cosi:  „Essendomene  stato  dato  agio  dal  sig.  Ludovico  Barbieri,
appresso  ’l  quäle  sono  la  maggior  parte  dell’  opere  de’  poeti  di  quella
nazione,  tutte  1'  ho  lette“.  Noi  ci  uniremo  adunque  al  Tirabosclii  nel
dolerci  vivamente  che  si  ricco  materiale  sia  andato  perduto.  Nel  frammento
  sulla  poesia  rimata  il  Barbieri  cita  quattro  codici:  il  libro
delle  Vite  di  Michel  della  Torre  ');  il  libro  slegato,  cui  il  Tirabosclii
suppose  a  torto  frammento  dell’  Estense;  poi  due  altri,  cui  egli
chiama  l’uno  libro  dalle  Aste,  l’altro  libro  Siciliano.  E  difficile
l’affermare  s’  ei  con  tali  nomi  indichi  i  codici  originali  o  le  copie
da  lui  fattene;  nel  primo  caso  dovremmo  deplorare  nuove  perdite.
L’Ubaldini  nella  tavola  delle  voci  ai  Documenti  d'Amore  di  Francesco
da  Barberino  ")  ed  il  Redi  nelle  annotazioni  al  Bacco  in  Toscana
citano  essi  pure  di  frequente  versi  provenzali;  il  primo  sembra  aver
attinto  particolarmente  ai  codici  Vaticani  e  ad  uno  di  Giovanni  Battista
  Scannarola  vescovo  di  Sidonia  8 );  il  secondo  si  valse  dei  due
primi  Laurenziani,  d’uno  dello  Strozzi  (second’  ogni  probabilitä  il
terzo  Laurenziano)  e  finalmente  d’uno  che  presSo  lui  si  conservava.
Nel  secolo  scorso  poi  il  Bastero,  Catalano,  ma  che  per  essere  vissuto
in  Italia  ed  avere  scritto  in  italiano  la  sua  opera  puö  a  buon  diritto
esser  qui  annoverato,  si  valse  nella  sua  Crasca  provenzale  4 )  de-*)
  E  noto  come  questo  nome  ricorra  nella  vita  di  Peire  Cardinal.  Il  Barbieri  cita  le
prime  parole  del  libro:  „Maistre  Miqucl  de  la  Tor  de  Clermon  del  Vernhesi  escrius
aquest  libre  estant  en  Monpeslicr  etc.“  ed  aggiugne  che  nel  libro  stesso  v’  erano
anche  rime  dello  stesso  Miquel,  dalle  quali  reca  i  versi  seguenti:
En  Narbona  era  plantatz
L’albre  quem  fara  murir
Et  en  Monpeslier  es  cazatz
En  inolt  bon  luec  senes  mentir.
2 )  Roma  1640.  Io  non  ho  mai  veduto  questo  libro,  e  quello  che  ne  dico  I’ho  dal  Crcscimbeni.

8 )  Contiene  oltre  a  rime  di  varii  poeti  il  poema  sulla  Caccia  di  Deude  de  Pradas.  Non
pare  identico  al  ßarberiniano  2777,  poiche  questo,  a  detta  del  Griizmacher,  non
contiene  che  poesie  di  Pons  de  Capduoill,  Grauet,  contessa  di  Dia  e  Ramon  de
Miraval;  laddove  l’Ubaldini  cita  dal  codice  Scannarola  poesie  anche  d’altri  poeti
p.  es.  di  Gui  d’Uisel.
Roma  1724.  Anche  quesf  opera  nv  e  ignota,  essendomi  riuscite  vane  tutte  le  eure
usate  a  procacciarmela.
            
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