Del codice Estense di rime provenzali.
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Non accade di re ehe piit recenti sono i codici e minore e il loro
pregio, giacche i copisti, quando pure s'avessero dinanzi buoni modelli,
mal potevano evitare numerosi e gravi erroritrascrivendo da una lingua
che intendevano poco o nulla. Di tenue importanza sono altresi le compilazioni,
fatte per proprio studio dal Salvini (Marucelliana A 120),
dal Pla(Barberiniana <) Plut. XLV, cod. 119), dalFontanini (Marciano 2 )
classe X degl’ Italiani, eod. 82) e cosi pure le altre compilazioni
che si conservano nella Barberiniana — Plut. XLV, cod. 80 e Plut.
XLVI, cod. 29 — e nell'Ambrosiana — D465 inf. 3 )—. Un codice Chigiano
2348, citato giä dal Sainte-Palaye e dal Raynouard, non contiene,
croix (Bibliophile Jacob) che nelle sue Dissertation8 sur quelques points purieux de
V histoire de France ecc. VII 67 ricorda un codice dell’ Universita di Bologna, ma
del 18° secolo. Poiche non ne reca il numero, non so se sia il medesimo che il
1290 ricordato dal Grüzmacher. Potrebbe darsi che fossero due i codici; ancorche
cio non mi sembri probabile. II Dr. Sachs, nella prefazione agli Estratti da lui
puhlicati del poema di Deude de Pradas: Los Auzels Cassadors, assevera il codice
bolognese 1290 essere copia d’un „manuscrit de Pancien ministre Charles Giraud“,
il quäle e ignoto persino al Bartsch; vedi Jahrb. f. rom. Litt. VI 344. Il Cavedoni,
a pag. 35 delle sue Ricerehe storiche, cita un Ms. provenzale della P. Biblioteca
dell’ Instituto di Bologna; e Io stesso che quello dell’ Universita o altro? Aggiugnerö
infine che il Quadrio ricorda di frequente un codice antico dell’ Amadei di
Bologna. Metterebbe conto ricercare ove ora si trovi.
1) Giova ricordare qui Ia liberalita, con che questa libreria si schiuse al Grüzmacher,
e pochi anni prima al Heyse, che ne tributü publica lode al possessore; giova, dico,
perche il Sachs scriveva teste che per publicare il poema sulla Caccia aspettava
„que Ia bibliotheque Barberini fut enfin ouverte .... mais cette bibliotheque est
encore une veritable forteresse, oü meine Mr. Guessard, Charge d’une mission speciale
du gouvernement fran^ais, ne pouvait penetrer.“ Notero altresi che le indicazioni
o segnature de’ codici di questa libreria furono piü volte mutate. Se non
m’inganno, i codici provenzali furono successivamente indicati nei inodi seguenti:
Prima poi
2777 4
2775 3
2774 (?) 2
ora
Plut. XLVI, Cod. 29
Plut. XLV, Cod. 80
Plut. XLV, Cod. 59.
2 ) Di questo manoscritto, non registrato dal Grüzmacher, presi io l’appunto in Venezia.
Sono copie dei codici Vaticani 5232 e 3204 (ora, come s’e detto, a Parigi) e
concernono i Trovatori italiani.
8 ) Viene dalla libreria Pinelli e contiene una miscellanea di scritti spettanti a letteratura
provenzale ed italiana. De’ provenzali i piu vennero (come narra il Quadrio,
Storia II 148) mandati da Lodovico Barbieri a Jacopo Corbinelli in Parigi.
II piü esteso e una raccolta di „rime . . . transcritte d’un librp antigo hauuto da
M. Gio. Battista Adrian Marcellino in Fiorcnza“ , il medesimo, onde fu copiato il
Riccardiano 2981. Che sia cosi, si rileva da quanto ne reca il Grüzmacher. E nel-