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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 53. Band, (Jahrgang 1866)

Canzoni  popolari  ecc.

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„E  se  fossi  il  mio  marito
Qualche  segno  rn’avreste  da.“
—  Tire  fuori  la  man  bianca.
Quest’e  l’anelo  che  vi  ho  sposa;  —
e  ancor  piü  colla  fine  della  Prova  d’amore  del  Marcoaldi ­
  :
„L’anel  die  m’avi  dato
Quando  partiva  per  l’onör
Vi  farä  fede,  o  bella,
Che  son  mi  ’1  vostar  amor.
Ma,  come  nella  Cecilia,  abbiamo  preferito  la  lezione,  secondo
la  quäle  la  ballata  si  ferma  al  punto,  che,  compiuta  l’azione,  ogni
giunta  non  puo  che  scemarne  l'effetto.  Anche  la  bella  romanza  de!
Dali’  Ongaro  „Gualtiero“  (inisce  per  simil  modo  col  verso:
L’ignoto  era  Gualtier.
33.  Questa  famosa  canzone  della  Roseftina  altende  ancora  chi
ne  dia  la  redazione  primitiva,  se  pure  questa  non  ando  perduta;  che
tutte  quelle  che  si  conoscono  sono  evidentemente  raffazzonate.
34.  La  nostra  romanza  conviene  nelf  essenza  con  La  Maledizione
  materna  del  Marcoaldi  e  II  Marinaro  e  la  sua  amorosa
  del  Widter,  e  con  minor  divario  con  quella  del  Righi  che  porta
il  N.  94;  ma  ö  chiaro  che  foriginale  venne  guasto  da  alterazioni  e
fors’  anche  da  interpolazioni.  II  Re  di  Prussia,  a  cagion  d’esempio,  vi
sta  a  pigione.
Dell’  apostrofe  all’  uccello  abhondano  gli  esempi  nelle  canzoni
popolari.  Eccone  uno,  che  il  Conte  Puymaigre  tolse  dal  Romancerillo
catalan.
Rossinyol,  bon  rossinyol,  Deu  te  do  bona  volada!
A  l’altra  bauda  del  riv  trobaras  la  mar  salada,
Y  diras  a  mos  parent.s  que  mon  pare  m’ha  eassada.
33.  t.  Questa  canzone  trovasi  anche  nella  raccolta  del  Widter,
ma  ivi  i  due  primi  e  i  due  Ultimi  versi  delf  ultima  strofa  furono  evidentemente ­
  aggiunti  da  qualche  dahhen  ucmo,  che  per  far  ragione
alla  morale  guasto  il  quadro.  Non  e  chi  non  veda  che  e  una  lepida
parodia  della  nota  usanza  dei  tempi  di  mezzo,  per  la  quäle  il  cavaliero
  peregrinante,  ridotto  a  prender  posto  nel  letto  conjugale  delf  ospite,
  metteva  tra  se  e  la  moglie  di  lui  la  sua  spada,  e  sarehbe  stato
            
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