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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 53. Band, (Jahrgang 1866)

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B  o  1  z  a

dica  che  la  coperta  sarä  tutta  piena  di  sonagli,  o  nella  significazione
propria  scherzando,  o  per  avventura  al  modo  che  diciamo  Far  una
cosa  coi  fiocchi;  e  ciö  che  piü  importa,  ne  viene  spontanea  l’induzione
  che  la  romanza  sia  stata  cornposta  qualche  tempo  prima  del
detto  secolo.
28.  Questa  hella  romanza,  che,  come  la  precedente,  non  si  trova
in  alcuna  delle  molte  raccolte  di  canti  popolari,  non  e  senza  qualche
somiglianza  colla  famosa  Donna  Lombarda.  Anclie  qui  un  cavaliero
e  avvelenato  dalla  sua  dama  per  mezzo  d'un  Serpentin;  e  se  la
ballata  non  finisce  colla  punizione  della  scellerata  donna,  ne  tien
luogo  l'energica  imprecazione  con  cui  si  cliiude.  Ne,  se  le  somiglia
pel  tragieo  argomento,  le  cede  nella  condottä,  nella  robusta  dizione,
nella  efficacia  del  metro;  e  certo  la  supera  rispetto  alla  melodia.
Quanto  al  tempo,  in  cui  possa  essere  stata  cornposta,  non  ci
peritiamo  di  esporre  l’opinione  che  sia  contemporanea  del  Pellegrino.
Che  per  lo  meno  risalga  al  principio  del  XVII  secolo,  e  provato  dalla
menzione  che  se  ne  fa  in  una  filastrocca  contenuta  nell’  Egeria  publicata
  da  0.  L.  B.  WolfF,  a  pag.  53,  alla  quäle  esso  noto  d'averla  tolta
da  un  foglio  volante  stampato  in  Verona  colla  data  del  1629.  Ecco
il  passo  che  vi  si  riferisce:
Ormai,  Signor,  ne  ho  dette  taute  e  tante,
Che  la  voce  e  straccata.
Io  vo’  finir  con  questa  d’un  amante
Tradito  dall’  amata.
Oh!  die  l’e  si  garbata
A  cantarla  in  iscliiera!
„Dov’  andastu  jersera,
Figliuol  mio  ricco,  savio,  e  gentil?
Dov’  andastu  jersera?“
La  predetta  filastrocca  porta  iltitolo:  Opera  nuova,  nella
quäle  si  contiene  un’  incatenatura  di  piü  villanelle  ed
alt  re  cose  ridiculose;  e  l’annotazione:  data  in  luce  per
me,  Camillo,  detto  il  Bianchino,  cieco  Fiorentino.
29.  Siamo  d’avviso  che  la  nostra  lezione  di  questa  romanza,
notissima  in  tutta  l’alta  Italia,  abhia  subito  gravi  alterazioni  dalla
redazione  primitiva,  meno  pero  di  quella  recata  dal  Widter,  nella
quäle  sono  per  certo  fattura  d’un  rabberciatore  o  peccati  di  memoria
            
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