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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 53. Band, (Jahrgang 1866)

Ji  o  1  /.  a

038

35.
La  Segale  al  Grano  saraceno.
Förmentön  '),  de  tri  Clinton,
De  fä  pan  nd  te  se  bön.
La  stessa  a  1  Grano  tureo.
De  ti,  carlon,  dal  eü  rodond,
Nd  se  fa  pan  se  nd  ghe  sont.
11  Grano  tu  reo  alla  Segale.
E  ti,  segra  Ionghignäna,
Te  ste  növ  mes  nella  campägna.
11  Frumento,  da  se.
Podi  ben  fa,  podi  ben  di,
El  mei  de  tiicc  son  seinper  mi.  (Ved.  la  Nota  17.)
36.
„Ohime!“
—  'Cossa  c’  e?  —
„Son  ferita.“
—  Dove?  —
„Nel  euore.  “
—  Per  chi?  —
„Per  vdi,  viscere  dore  3 ).  (Ved.  la  Nota  18.)
37.
—  Chi  t’  ha  fa  qui  bei  oggitt 4 )  ?  —
„Me  i  ha  fa  la  mia  mama;
Coli’  ajiito  del  scior  papa:
Lantin,  lanton,  vollemela  lä  5 ).  “
D  Nella  provincia  di  Coino  cosi  chiamasi  il  Grano  saraceno  (p°  l  iyo  n  um  far/opy
  rumj;  in  altre  dassi  questo  noine  al  Grano  turco  (zea  maysj.  3 )  Carlon
valse  un  tempo  Rozzo;  e  Parlare  alla  carlona  tanto  e  anclie  nella  lingua  comune,
quanto  Parlare  rozzamente,  alla  buona.  Quindi  e  che  si  diede  questo  appellativo
al  Grano  turco,  in  opposizione  al  Frumento,  piü  gentile.
3 )  II  popolo  illetterato  considera  d'oro  come  un  aggettivo,  e  come  tale  P  accorda
col  sostantivo  cui  si  riferisce.
4 )  Occliietti.  ')  Lantbl,  lanton,  e  un  ripieno.  Voltemcla  lä  viene  a  dire  a  un  dipresso:
  via!  non  andiamo  a  cercar  come.
            
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