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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 53. Band, (Jahrgang 1866)

642

H  o  I  z  a

9.
Pesta,  pesta,  timinella  !
Tri  gambus  3 ),  e  tri  martella 3 ).
Tri  martella,  e  tri  gambiis:
Sib^fä  sti  sedes  biis.  (Yeti,  la  Nota  5.

10.

—  Cavra,  set  cavra  ?
3  4
„  Se  sön  cavra?  Si,  che  sön  cavra.
5
—  Gh’  et 4 )  i  corni  ?
6  7
„  Se  g’  5 )  ho  i  corni  ?  Si,  che  g’  ho  i  corni.
8
—  Indova  gh’  i  dt  ?
9  iO
„  Indova  gh’  i  hö  ?  In  scima  al  co.
11
—  Quanti  ghe  n’e  t  ?
12  13
„  Quanti  ghe  n’hö  ?  Ghe  n’  ho  tredes.
(Ved.  la  Nota  6.)

11.

Ehi  !  popola  6 ),
Vala  a  scola
Cosi  sdla  de  per  le  ?  7 )
Me  dala  permess  che  ghe  vegna  adre?
(Ved.  la  Nota  7.)

*)  11  Cherubini  eosl  spiega  questo  vocabolo,  poco  usato:  appellativo  di  chi,  parlando
teco  dice  male  del  tuo  avversario,  e  con  esso  lui  sparla  di  te.  2 )  Cavolo  cappuccio
(in  franc.  choux  cabus).  3 )  Di  nessun  significato.
Hai  tu.  5 )  Ghe,  e  coli’  apostrofo  ff,  risponde  al  ci  della  buona  lingua,  da  cui
sembra  essere  derivato  (p.  e.  glie  sar'a,  ci,  o  vi  sarä),  che  talvolta  sta  invece  di
gli  (a  lui)  o  le  (a  lei)  (p.  e.  ghe  divo,  gli  o  le  dirö).  Pare  che  con  esso  sia  identico
  questo  g’  o  ghe,  il  quäle,  eccettuate  due  voci  dell’  Imperativo,  sempre  accompagna
  il  verbo  Avere  come  semplice  riempitivo.
6 )  Signorina,  ma  vale  anche  Bambola.  7 )  Da  se  sola.
            
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