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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 53. Band, (Jahrgang 1866)

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ß  o  I  z  a

Non  guari  lontano  da  queste  ville/una  bella  sera  di  Maggio  del
1864,  stavo  godendo  il  fresco  rezzo  nel  giardino  della  casa  onde
toglie  pur  oggi  il  nome  la  principale  via  di  Loveno,  quando  a  un  tratto
dietro  al  muro  di  cinta  si  levo  vicin  yicino  un  coro  di  frcsche  voci
infantili,  che  all’  unisono  cantavano  una  romanza,  come  non  di  rado
s’ode  dalle  nostre  contadine  quando  la  state  lavorano  di  conserva  nei
campi,  o  nell’  inverno  filano  a  veglia  nelle  stalle:  era  il  Pellegrino.
Fatte  entrare  le  cantatrici,  di  cui  la  piü  provetta  non  oltrepassava
i  dieci  anni,  non  senza  che  molto  se  ne  schermissero,  le  indussi
mediante  alcune  jjalanche  a  ripetere  la  canzone,  e,  cio  che  si  trovö
piü  difficile,  a  cantarla  lentamente  (che  senza  cantare  non  m'  avrebhero
  saputo  recitare  due  strofe),  e  cosi  la  misi  in  carta,  stampandomi
in  mente  la  melodia;  ne  per  allora  quest’  accidente  ehbe  altro  effetto.
Ma,  tornato  l'anno  seguente  al  mio  diletto  Loveno,  ecco  di  nuovo  le
ianciulle  a  regalarmi  un’  altra  romanza  (l’Avvelenato),  che  tanto  nelle
parole,  quanto  nella  melodia  parvemi  vantaggiare  la  prima:  e  argomentando
  che  altre  siffatte  canzoni  dovessero  esser  note  a  quei  del
paese,  mi  misi  di  proposito  a  farne  inchiesta.  Ne  mi  vidi  deluso  nella
mia  espettazione,  che  appena  si  conohhe  il  mio  desiderio  e  si  seppe
che  chi  vi  corrispondesse  non  perderelihe  il  tempo  e  l’opera,  altre
romanze  pur  di  pregio  mi  si  offersero;  ma  accadde  che  oltre  a  queste
e  a  non  poche  canzoni  di  vario  genere,  venni  in  cognizione  di  altre
cosuccie  che  i  paesani  comprendono  nella  graziosa  denominazione  di
Coss  e  cossett,  le  quali  mi  semhrarono  meritevoli  che  se  ne
tenesse  conto,  come  fece  l’Arbaud*)  nella  sua  pregevolissima  collezione
  di  Canti  popolari  della  Provenza.  Feci  di  tutto  un  fascio,  che  qui
presento;  ed  ecco  come  reputai  opportuno  di  distribuire  la  varia  materia.
La  prima  sezione  si  compone  di  versicoli  rimati  o  assonanti,
delizia  e  i'orse  opera  de’  fanciulli,  dai  quali,  congiuntamente  a  chi  ha
cura  di  loro,  si  trasmisero  fin  qui,  di  bocca  in  bocca,  di  generazione
in  generazione.
Si  e  raccolto  nella  seconda  huon  numero  dellc  sentenze  l’imate,
di  cui  non  e  popolo  che  non  sia  dotato,  delle  quali  le  piü  concernono
faccende  rurali,  e  le  viccnde  dell’  atmosfera,  per  esse  di  tanta  im-*)

  Chants  populaires  et  historiques  de  la  Provence,  recueillis  et  annotes  par  Damase
Arbaud.  Aix.  Makaire.  1862—1864.
            
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