Über eine ital. metr. Darstellung der Crescentiasage. 645
Si che senpre avea !ä grande pressa
D’infermi atorno a quel locho beato,
Et essa con I’ onguento mai non zessa
1323 Ponto de liberal- ogni amalato,
E li resanati eh’ aveano lo podere
Oferivano a la giexia grande avere.
Tanto acrese quel luogho in gran divizie
Che senpre poi fo rieho e [fo] posente,
1330 Oro et arzento in eso tuto spizie,
Perle, pani, dinari, pietre luzente;
Qui ne era ogni piazer e ogni letizie
Per quela alta Costanza veramente,
Et essa in grande gloria era asaltata
1333 Quanto mai dona al mondo fosse stata.
Hora la fortuna bona si s’ e volto 83“
A la Costanza, come a Dio piazete,
La quäl con ato honestisimo molto
Qui con santitii un gran tenpo si stete;
134;0 Ma nel tmdezimo canto aperto e siolto
Chantando [v]e dirö zo ne seguite,
Et io priego Cholui che nel ziel vive
Che a la prefata grazia sua m’arive.
X. Gesang. Nach der gewöhnlichen Anrufung der Mutter
Gottes will der Verfasser auf einen Augenblick Costanza verlassen.
Cantando e’tornerö al re de Franza, 83 1 ’
1343 Che con la sua masnada valorosa
E col fradelo ä fato dimoranza,
Che uno ano comhatero intriego e neto
Sopra choloro che adora Macometo.
Nach errungenem Siege kehren der König von Frankreich und
der Herzog von Anjou nach dem Westen zurück. Der erste zieht
in sein Land; der zweite, voll Sehnsucht, seine Gemahn wieder
zu sehen, nach Anjou. Er schickt Boten voran, seine Ankunft zu
melden. Glifet mit vielen Baronen reiten ihm entgegen.
1323 Cotl inferme. 1343 perfetta?