Über eine ital. metr. Darstellung iler Crescentiasage.
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Cliussi parlando e fazendo remore,
Fo resvegiata la Costanza pia
Et apre i suo’ bei ochi e quando alore
990 Lei se vede atorno si gran conpagnia,
Del leto la se slanzö fuor« senza possa
Diuatizi a tuti honesta e vergognossa.
E’l conte che la mira dize: „Honque samai
Non ehe el mondo si bela creatura.“
993 Et ver la dona alora lui parlai
Dizendo: „Hora ti eonforta et asegura,
E quiaz manchamento alcuno non averai,
Poi che zonta ne sei per tal Ventura,
Et al viazo tuo, s’io pur non moro,
1000 Darote perfetisirao e bon ajutoro.“
Umelemente la dona se inclina GS 1
Dizendo: „0 signor mio, or me intendete
Quel magno Padre zusto che domina
Ne 1’ alto trono, si come credete,
1003 Vi renda men'to per questa topina
L’onore e tuto el ben che me farete;
E a voi servire qui son data a pieno
Per fare ogni ben e’ non verö a meno.
Et io non chiezo a voi, o charo signor mio,
1010 Horo ne arzento, tere ne moneta,
Ma per aver piui honesto el viver mio
Solo una grazia chiezo che m’aseta,
Che a vui costerä men cha puoco, e[d] io
Mi tegno ben molto pagata e lieta:
1013 „Che a l’onbra vostra mai de vilania
Qui d'alcun homo oltrazata [io] non sia.“
„Non dubitar di ziö,“ li responde el conte
„Che qui non Credo sia alcun cotanto pazo.“
[E] poi se volse con le zelie pronte
1020 Dizendo a queli che era con esso nel palazo,
994 creatura dreisylbig, cs sei denn dass man lesen wollte: il (al?) mondo ebbe
si b. er. 100S Vielleicht Vi l imeriti |>. q. t.. wovon dann der Accusativ l’onore abhänyen
würde. 1012 aseta ist nicht deutlich. Entspricht cs dem Worte assetta 'die mir
genehm ist 3 die für nach passt'? 1014 Wol Men t. molto ben.