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Über eine ilal. inelr. Darstellung' der Crescentiasage.
Dicho per Iui e per vostra fiera Sorte
Qiiirita a vui covien patir la morte.“
Quando la dona udi quela anbasata,
710 Snbitamente a tera ebader se lassa,
Palida fessi, aflita e strangusata
E per angossa [ba] la parola ehassa;
E eome la lengua V ebe regovrata,
Ad alta voxe se chiama esser lassa,
713 Cridando; „0 Christo summo imperadore,
Sechori tosto al mio niortal dolore.“
Poi prestamente la fo saltata in piede, 32"
Forte pianzendo dizendo nel suo lamento:
„0 falso traditor, fnor de marzede,
720 Per quäl mia colpa ö io questo tormento?
Ma per tua crudeltä e pesirna fede
E per non consentir al tuo talento
Che si vilmente me fazi asasinare;
Dio lo tuo falo farane apalesare.“
723 Pianzendo dieho anchor con voze amara:
„0 duea d’Angiö, dolze signor soprano,
Dove e conduta la tua spoxa chara?
Perche non me secori con tua mano ?
Che io vezo ben, se Dio non [mi] ripara,
730 Che mai non vederai lo mio eorpo sano;
Se io pur vedesse la tua faza arquanto,
La morte mia saria men agra in tanto.“
E a quefi conpagni lei se volse poi,
Umelemente dizendo: „Signori,
733 Tenete ben la continenzia in voi,
E non ocoreti in si diversi erori,
Guardate ch’el peehato non ve doi
E che tal volia cruda non v’i[n]cori
707 Soll das zweite per gestrichen werden? 710 Sub. giu cad. ? 718 Etwa
Piangendo e si dicendo in suo lam. 724 Cod. farano. 725 disse? 732 Oder
Ed a quei compagnon (vgl. 794) si volse poi. 734 Besser Umilmente dicendo
lor: Sig.
Sitzb. d. phil.-hist. CI. LI. Bd, III. Hft,
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