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M u s s a f i a
E vui, signori, ben dovete sapere
Ch’eü veteno cose asai bele e zoconde.
Al zinqnantestmo cl ducha a suo potere.
Come piaque a Quelo ehe ben risponde,
Zonse al porto di quela zittä degna,
Dove el santo lion suo confalon regna.
Come fu zonti al porto a salvazione,
Sapesse cliiaro de sua alta nominanza
Como V era azonto quelo ezelso barone,
Lo ducha d’Angiö, fradel del re de Franza.
Tuti se moss’e fin npicoW garzone
Ziva corendo senza dimoranza
Con tanta pressa come zente isncle
Che brama di veder cosse novele.
Der Herzog stellt sich dem Dogen vor und erbittet sich die
wunderthätige Berührung.
05 Nel secoiulo cantar dirö, signore, 10"
Come el fo de la sua luze Iiberato
Per la suma vertu de 1’ alto Idio
E qui fon fine al primo cantar mio.
II. Gesang. Der Doge willigt in die Bitte des Herzogs;
„Ma questa forma sia eh’io [a] te pongno. IO 11
70 Che non te sia graveza Io aspetare
Questa prima domenicha ehe viene,
Che serä zorno belo da zelebrare
Con alta reverenzia e molto bene;
Da nostra parte sia e non tardare
75 S’el piaze a Dio contcnta le tuo’pcne“.
Aldando el ducha ziö, conforto preiule
E a lor con umilftä grazia ne rende.
51 E voi, signor, dovele ben tuo sapere oder ohne e: Voi, signori, d. b. s.
52. Ch’ei vider cose. 53? 54 Besser a Colui. Cod. chel ben risplende. 55 Cod. al
porto a quela. 56? 58 Nicht deutlich; in sapesse chiaro steckt gewiss ein Fehler.
59 ezelso passt nicht in den Vers • etwa quel grande barone. 74—75 Undeutlich;
etwa D. n. p. sien senza tardare ...contente 1. t. p. 'Was uns betrifft, möge dein
Leiden gleich o \
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