I Codici della Divina Commedia ecc.
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134. Luno a uirgillio elallro aun t) si uolse
cJie sedea li gridando su curado
ueni aueder che dio per gratia uolse
C7. Poi uolli ame per quel singulär grado
ehe tu dei a colui che senaseonde
Io suo primo perche noglie guado
70. Quando serai di la da le Iarglie onde
di agiouanna mia che per me chiami
ladove agli nocenti si risponde
73. Non credo che lasua madre piu mami
posscia che transmuto le bianclie bende
le quali convien che misera ancor brami
76. Per lei assai delei uisi compreiule
quando in femina fuocho damor dura
selochio otaeto spesso nolacende
79. Non li fara si bella sepoltura
la uipera che milanesi acampa
eomauria fato il galo digalura
82. Cossi dieea signato delastampa
nel suo aspetto di quel drito gelo
che mesuratamente il cuore auampa
85. Gliochi mie glioti andauan pur alcielo
pur la doue le stelle son piu tarde
si come rota piu presso alostello
88. El duca mio figliuol che la su guarde
cdio alui aquelle tre faeelle
diche il polo diqua tuto quanto arde
91. Ondelli a me le quatro ciliare stelle
ehe uedeue stamane son dilabasse
e queste son salite oueran quelle
94. Comio parlaua e sordello ase eltrasse
dicendo uedi Io nostro aduersaro
edrieco ildito perche illa guardasse
<) La lettera del'codice consente di leggere tantn aun quanto amt; quindi in B a mr,
lezione del tuttn erronea, ehe da questo oodioe passö nell' edizioni d'Aldo e degli
autichi Aoademici.