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Full text : Sitzungsberichte / Akademie der Wissenschaften in Wien, Philosophisch-Historische Klasse Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 49. Band, (Jahrgang 1865)

J  4  G  M  ii  8  s  n  f  i  a
fedelta  im  eccellente  modello.  Bastera  adunque  rispetto  a  queste  particolarita
  di  minor  rilievo  fare  aleune  generali  osservazioni.
Come  tanti  alLei  codici,  cosi  anche  VS  non  sogliono  scrivere
quelle  vocali  che  per  ragioni  metriche  si  elidono,  e  spesso  delle  due
voci  fra  cui  ha  luogo  l’elisione  formano  una  sola.  Una  tale  consuetudine
  dei  codici  e  occasione  agli  editori  di  notare  molte  varianti,  che
in  verita  non  sono  tali.  Se  p.  es.  A  (mi  valgo  delle  sigle  scelte  dal
Witte)  legge  Inf.  XXV  94  Taccia  Lucano  omni  lä  dov  ei  tocca  ed
altri  codici  hanno  dove,  si  puö  dire  che  la  Variante  non  e  che  apparente,
  giacche  questo  nesso  si  puö  dividere  in  dov  e.  Cosi  non  e
certo  se  Inf.  IX  85  m  accorsi  di  BV  non  s’abhia  a  leggere  m  accors  i';
ACDS  hanno  accors’  io.  Inf.  VII  25  BV  hanno  vidi,  che  e  forse
vid'  i\  Inf.  XXVI  49  B  risposi,  che  si  puö  sciogliere  in  risposi'  e  va
dicendo.  Inf.  XXX  55  ACD  hanno  Faceva  a  hä;  la  Crusca  seguendo  B
(con  cui  s’accordano  VS)  ha  Faceva  lui;  ma  non  e  lecito  forse  leggere ­
  Faceva  luil  Pg.  I  40  il  Witte  legge  contro  al  cieco  fiume,  la
Crusca,  seguendo  B,  contra  ’l.  La  Variante  non  e  che  apparente»
giacche  B  ha  per  certo  contral,  che  nulla  impedisce  di  leggere  contr'al.
  II  registrare  adunque  tutte  queste  pseudo-varianti  non  e  di  verun
giovamento;  e  perö  me  ne  astenni.
L’aferesi,  comune  a’  dialetti,  toglie  talvolta  la  vocale  iniziale:
scura  per  oscura,  fatica  V  (Inf.  XXVI  87)  per  affatica.  Notevole  e
Pg.  U62ove  alla  lezione  comune  espertid’esto  loco  BDmVsostituiscono
spirti,  che  sembra  Variante,  poiche  e  la  voce  spirti  da  ottimo  senso,
ma  forse  non  e  che  altra  grafia  di  esperti,  tolta  la  e  iniziale  e  mutata,
come  vedremo  tosto,  1’  e  in  i.  All'  incontro  trovasi  spesso  in  V  (talvolta ­
  anche  in  S)  alle  voci  che  incominciano  da  s  impura  prefissa  una
vocale  —  i  od  e  —,  p.  es.  Pg.  I  28  lor  isguardo  per  loro  sguardo;
I  42  vascllo  isnelletto;  II  09  diventaro  ismorte.  E  qui  giova  ricordare
  Pg.  XXVI  3G;  la  Crusca  ed  S  leggono  a  spiar  ed  ABCDV
ad  espiar,  ove,  a  voler  accettare  questa  forma,  hisognerehhe,  perche
il  verso  torni,  pronunciare  espiar  di  due  sillabe.
Una  particolarita  comune  a  V  ed  S  e  lo  scambio  continuo  fra  e
ed  i:  megliore  meo  reverenza  en  maraveglia  ogne  luce  (luci)  legge
(leggi);  sicondo  quisti  (sing.)  convirria  prendite  liggiero  dil.  Questi
codici  non  possono  quindi  essere  d’ajuto  a  definire  se  s’ahhia  a  leggere ­
  arme  o  armi,  ale  o  all,  restare  o  ristare,  ditla  VS  o  detta  (Pg.
XXIV  54),  fasse  attraversate  o  fossi  attraversati  (Pg.  XXXI25),  Inf.  I
            
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