1 codici «ieilji Divina Commedia ecc.
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eanti sono grandi, ben disegnate a penna. I singoli eanti sono preceduti
da brevi rubriche in latino; delle quali, perche esse pure possono
giovare a far riconoscere l'affinita de’ manoscritti, recansi in fine di
questo studio alcuni saggi. Nella Bibliografia Dantesca del Colomb
de Batines questo codice e registrato al num. 522.
II codiee di Stoccarda (S) e membranaceo in foglio massimo, del
secolo XIV, a due colonne e consta di 124 fogli. Fu gia del principe
Federico Cesi, fondatore deH'Accademia dei Lineei; poi dell'abate di
Rulle di Nancy, la cui collezione dantesca venne acquistata dalla
Biblioteca di Stoccarda. Si confronti su ciö il Colomb de Batines
loste citato al num. 523. Le iniziali di ciascun canto contengono piccole
miniature, alcune delle quali di non mediocre eseeuzione; quelle
che incöminciano ciascuna delle tre canticlie sono di molto piu grandi.
II manoscritto e abbastanza bene conservato, salvo die la prima pagina
di ciascuna cantica e piii o meno sbiadita; quella deH’Inferno e
pressocbe illeggibile. Le rubriche sono in italiano, e di queste pure
recheremo un saggio; maneano al 1° dell'Inferno e al XXV r I—XXXIII“
del Paradiso. Oltre la Divina Commedia il codice contiene il capitolo
di Bosone da Gubbio e quello che incomincia: „0 voi che siete dal
verace turne“ e viene attribuito or a Jacopo or a Pietro, ambedue
figliuoli di Dante. Alla fine leggesi l’Acerba di Cecco d'Ascoli.
Ambedue i codici sembrano essere statti scritti nell’ Italia settentrionale;
V specialmente ha gran numero di forme spettanti al dialetto
veneto antico. Eecone alcune tolte or all’ uno or all'altro dei codici:
alesse (eiesse), ascempio (esempio), arborselli, argoroso, biastemavan,
cumbera, donqua, dapo’ dipo’ (dopo, lat. de post), glixia,
consa, ingualmente, pomasse, predone (=> pietrone), secorso, spojarve,
sapiando, todesco; s—g: prisando (pregiando), ausel;
gl—j: noglia, vignagln, pagla; ss = sc: pessi;sc=s o ss: scilentio,
scembiante, nescun; ci = z: alcia, sencia; gi — ci: guangie. A saggio
dell'ortografia e delle varietä nelle forme grammaticali riproduco con
diplomatica esattezza un canto dellaCommedia,toltoaciascuno di questi
due manoscritti. Si vedra chiaro che rispetto a ciö die si potrebbe
cbiamare il lavoro minuto della critica essi non valgono a recare
che scarso e quasi nessun ajuto; ciö perö non toglie die per le
varianti di maggior importanza essi non sieno per avventura di molta
autorita; giacche spesso una copia ehe nelle forme della lingua si
dilunga dalla primitiva purezza, riproduce nel resto con grande