i codici della Divina Commedia ecc. 143
mente affini; nutro speranza di potere fra breve esaminare quelli
d" Altona, di Brösln via e di Francoforte.
II puuto di confronto, dal quäle io muovo, e 1’ edizione del Witte;
e registro tutti i luoghi, incui i due manoscritti da me consultati variano
dal testo della medesima. A non procedere solo negativameilte, feci
dall' un lato awertire i luoglii in cui i miei due codici convengono
colla lezione della Crusca, quäle si riscontra nell" edizione dei cinque
aceademici, Firenze 1837; dall'altro posi in rilievo quei passi, in
cui i codici stessi confermano la lezione del Witte, dilungandosi da
quella della Crusca. Non accade dire che con ciö non si vuole giä
asseverare la preminenza deil" una lezione sull' altra ; giacche per
lungo tempo ancora giova considerare non decisa ogni questione risguardante
il testo della D. C. e teuere aperto e libero il campo della
discussione e dell’ esame. Per ora raccogliamo i fatti; in grande
numero, con grande esattezza; non ci affrettiamo a trarne conchiusioni,
che forse ben tosto saremmo costretti a riconoscere fallaci. E perciö
cli' io m' astengo da ogni ragionamento sulla bontä delle lezioni, e mi
ristringo aH'ufficio di semplice relatore: ufficio umile, ma piü sicuro
e l’unico che per ora sia possibile. Solo questo giova ancora qui
ricordare: che le due redazioni della Crusca, ancorche s'ajutino di
moitissimi altri codici, pure in grau parte si fondano sull’Aldina 1S02;
e questa da canto suo ha per una delle principali sue fonti il codice
Vaticano 3199 (dal Witte indicato colla sigla B), che a lungo
godette molta rinomanza, ma e certo ben lontano dal meritarne tanta.
Ora non pochi sono i luoghi, in cui alla lezione di B, passata nell'Aldina
e di la nelle due redazioni della Crusca, moitissimi codici ne
sostituiscono altre piii o meno diverse; ognuno vede che il testo della
Crusca non puö grau f'atto servire a conlermare cotali lezioni di B, da
cui esso in questi luoghi e derivato, e di cui e eco ledele.
Registrai tutti i luoghi, in cui i miei due codici deviano dal testo
del Witte, anche manilesti errori, anclie sbagli di penna; perche tutto
giova a far conoscere la relazione vicendevole, la parentela a dir cosi
dei manoscritti. Un certo numero di errori identici in due o piü codici
non puö essere meramente accidentale ed e dato dedurne con sulficiente
certezza che o 1'uno derivö dall'altro o tutti scesero da una
tonte comune, che gia conteneva quegli errori; in ambedue i casi la
loro affinita e fuori di dubbio. Forse avrei potuto essere alquanto piü
parco; e certi minimi errori, i quali second'ogni probabilita non sono
Sitzb. d. phil.-hist. CI. XLIX. Bd. I. Hft. jy