M u s s a f i a , I codici della Divina Commedia ece.
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I codici della Divina Commedia che si conservano al/a Biblioteca
imperiale di Vienna ed alla Reale di Stoccarda.
Studio di Adolfo Ilussalia,
professore di filolog-ia neolatina all’ universita di Vienna.
Non e omai ehi dubiti die a stahilire il testo genuino della
Divina Commedia ei faccia d'uopo ritornare ai manoscritti e dall’ accurato
esame e confronto dei medesimi dedurre quella forma
dell' immortale poema, ehe s’avvicini piii che sia possibile alla primigenia.
Sino dai primi anni del secolo XVI. un tale lavoro s'incominciö;
e l'Accademia della Crusca puö a buon diritto enumerare
fra i piü bei suoi vanti le eure indefesse da essa poste nell" emendare
il testo della Commedia. Tocca alla nostra eta continuarsi a si nobili
tradizioni, e giovandosi dei grandi progressi fatti dall' arte critica e
dalla filologia studiarsi di condurre a termine l'impresa cosi bene
avviata.
A procedere sicura, la critica deve anzi tutto essere intesa a
bene determinare la relazione, in che i singoli codici stanno fra loro,
a classificarli secondo la loro affinita, e formatene altrettante famiglie,
di ciascuna d'esse ricercare il piü antico rappresentante, come ebi
dicesse il capostipite. E noto come il Witte, uomo si giustamente
amato e venerato da quanti danno opera agli studii danteschi, abbia
per lungbi anni sperato di raggiugnere questa meta; pure a lui,
lontano da quelle citta ove si trovano le piü copiose collezioni di
codici, non venne fatto; ed ei dovette starsi contento a darci un'edizione,
ehe rappresenta fedelmente quattro codici, da lui avuti in conto
di molto buoni ed autorevoli. Con cio s'e fatto un gran passo innanzi
nell'unica via, ehe puö condurre alla meta desiderata; non s'e perö
ancora raggiunta; ehe se al comparire dell’edizione del Witte fu